Sul Nuovo Ospedale di Padova

Sul Nuovo Ospedale di Padova

L’OSPEDALE NON E’ SOLO QUESTIONE EDILIZIA!

 La discussione sul nuovo ospedale di Padova si è impantanata nella questione “ospedale si – ospedale no”,  “ospedale qui – ospedale lì”, concentrando tutti i pareri su considerazioni di tipo edilizio, urbanistico o di viabilità. Ma limitare la discussione ai soli aspetti edilizi è estremamente limitativo, per non dire scorretto, poichè trascura una attenta valutazione della pianificazione e programmazione socio sanitaria nel suo complesso.

A memoria storica si ricorda che il Policlinico di Padova, espressione preminente della Facoltà di Medicina, ha da secoli prodotto innovazione e ricerca a livello mondiale grazie all’apporto di tutta l’Università (non solo delle Facoltà scientifiche) che ha assicurato convergenze e sinergie su progettualità innovative ed eccellenti in ambito diagnostico e terapeutico.

Ricordiamo come gli studi della Scuola di Fisica e di Elettronica Applicata, nonchè della stessa Biologia nelle sue articolazioni e della Chimica  Biologica ed Organica, sono pietre miliari nell’evoluzione delle Scienze Mediche Applicate e trovano nel Polo Ospedaliero ed Universitario un’indispensabile verifica applicativa nella terapia di molte sindromi patologiche tuttora sconosciute.

Secondo Coalizione Civica per Padova è sbagliato interrompere la rete di competenze che agisce all’interno della diagnostica terapeutica applicata nell’attuale Azienda Ospedaliera Universitaria di Padova; e quindi, anche da un punto di vista logistico – spaziale, l’Ospedale  è opportuno che si trovi al centro dei “vettori della conoscenza”,  sviluppati dalla ricerca padovana in toto. Porre Polo universitario ed Azienda Ospedaliera al di fuori di questo baricentro funzionale significa commettere un errore capitale.

Altro aspetto fondamentale (che non vediamo citato e discusso) è la distribuzione organica delle attività sanitarie all’interno della Città: Ospedale IOV e S. Antonio.

In altri termini, per Nuovo Ospedale noi intendiamo la nuova organizzazione delle attività ospedaliere all’interno della città e non già l’edificazione di una nuova struttura ultramiliardaria allocata in aree fantasiose ed inaccessibili.

A tutt’oggi manca una congrua programmazione urbanistica volta al recupero e riqualificazione delle aree: Ex Macello e relativa superficie boschiva, Istituto Zooprofilattico con aree annesse, area verde collegata alle Mura e prospicienti, nonché area dell’ex Gasometro. Stiamo parlando di un’area di decine di ettari nel centro strategico della città, oggi in un insopportabile degrado urbanistico.

Ci sembra quindi opportuno proporre (nel piano di assetto territoriale e nel piano degli interventi urbanistici) la riqualificazione di questa intera area,  finalizzandola alla necessaria espansione delle attività scientifico/sanitarie multidisciplinari che rappresentano il logico sviluppo della Sanità padovana nel contesto della ricerca e dell’innovazione.

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