In Merito allo Scandalo dei Lavoratori della Logistica

In Merito allo Scandalo dei Lavoratori della Logistica

La notizia dell’arresto di 3 persone afferenti a due importanti cooperative, per le quali operano i lavoratori della logistica della ZIP di Padova, pone l’attenzione su alcuni importanti aspetti relativamente al ruolo di un ente comunale nella tutela attiva dei lavoratori, e rende quanto mai necessaria l’istituzione di un Assessorato al Lavoro ed all’Innovazione Sociale, così come configurato nel programma della Coalizione Civica per Padova.

Un ruolo che va esercitato in primis su tutte quelle attività che coinvolgono il Comune direttamente o indirettamente: non può accadere che in luogo quale l’Interporto (notoriamente partecipato dall’Ente Comunale) si verifichino episodi come quelli assurti alle cronache degli ultimi giorni, con lavoratori costretti a pagare il pizzo per lavorare o costretti ad iscriversi a sindacati decisi dal datore di lavoro al silenzio, pur di non perdere il posto di lavoro. Così come il Comune dovrebbe garantire il rispetto dei principi a fondamento del lavoro cooperativistico, completamente disatteso da chi le cooperative le gestisce, e l’affermazione della formula di un lavoro sano, pulito e sostenibile.

Il Comune ha la possibilità (per lo più non agita) di monitorare, verificare e rendere attuativi i “patti” che si instaurano tra le differenti organizzazioni del territorio affinchè siano rispettati certi requisiti condivisi di erogazione delle prestazioni lavorative. In questo caso specifico, l’assenza di verifiche sulle modalità di applicazione del CCNL ha consentito che si applicasse una “trattenuta” del tutto illegittima da parte del datore di lavoro sugli stipendi dei dipendenti. L’Ente Locale, per evitare fenomeni di caporalato e sfruttamento dei lavoratori, deve essere in grado di esercitare controlli capillari ed efficienti oltre ad un confronto serio e concreto con tutti i soggetti che agiscono negli enti coinvolti.

L’Ente Locale non può disinteressarsi di qual è l’humus su cui cresce e si sviluppa la cultura organizzativa delle imprese. Per generare lavoro sano, pulito e sostenibile bisogna incentivare e dialogare, per promuoverne la disseminazione, con le imprese che sono state in grado di investire sul “valore” rappresentato dai propri lavoratori. I lavoratori costituiscono la ricchezza delle imprese e della comunità. Chi mette a disposizione competenze, esperienze e abilità personali per erogare prestazioni lavorative attiva processi di sopravvivenza della comunità. Il lavoratore diviene un valore e non un costo sociale quando lavora secondo requisiti di salute, di legalità e di sostenibilità.

Il caso specifico verificatosi a Padova diviene ancora più critico per la comunità in quanto si tratta di lavoratori per grossa parte di origine non italiana: qual è il sistema di regole che vogliamo sia acquisito da tutti i lavoratori, compresi quelli non italiani?”

Applicare questi principi fondamentali oltre a ridare dignità ai lavoratori interessati e garantire una equa concorrenza tra le imprese, determina anche una visione diversa nuova della città, dove tutti i soggetti coinvolti sanno di esercitare il loro ruolo in giustizia e legalità.

 

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