Arturo Lorenzoni Risponde a Massimo Bitonci

Arturo Lorenzoni Risponde a Massimo Bitonci

In relazione alle farneticanti comunicazioni di Massimo Bitonci nella sua conferenza stampa del giorno 22 giugno in merito alle da lui pretese ed asserite ‘verità nascoste’ nel programma di Lorenzoni, è doveroso e opportuno riportare i termini dal profilo della propaganda priva di alcuna veridicità a quello della realtà.

 “Massimo Bitonci mente sapendo di mentire – afferma Arturo Lorenzoni, che con le due liste a suo sostegno ha raccolto quasi il 23% dei voti a Padova alle elezioni dell’11 giugno e si è poi apparentato con il candidato del centrosinistra Sergio Giordani  – per spaventare il mio elettorato e per gettare fango su persone rispettabilissime e stimate come quelle che hanno ottenuto il consenso elettorale nelle liste che mi hanno sostenuto.

Evidentemente la consapevolezza di aver perso la stima e la fiducia della maggioranza dei cittadini padovani manda Massimo Bitonci in uno stato di confusione che gli fa dire cose palesemente non vere. E lontane dalla realtà.

In merito alle affermazioni di Bitonci:

–          In nessun modo e per nessuna ragione il mio programma elettorale tollera alcun comportamento non legale. Nessuna occupazione di immobili è nemmeno ipotizzata, tanto meno tollerata o sanata;

–          Il censimento degli immobili privati è menzionato per comprendere come poter dimensionare una politica fiscale mirata a sostenere un’incentivazione ai contratti di locazione con vantaggi per i proprietari senza aggravi per l’amministrazione, quindi a parità di gettito. Nessuna coercizione si ipotizza nemmeno da lontano;

–          In nessun modo si pensa a dare vantaggi di alcuna natura, tanto meno regalare la residenza, a coloro che abbiano tenuto comportamenti illegali. Il tema nel programma è quello dei diritti civili delle persone senza residenza;

–          In nessun modo e per nessuna ragione si parla di favorire o sanare le occupazioni; il passaggio del programma chiede solo umanità nel valutare i casi specifici NELLA GESTIONE DEI TEMPI DELLE PROCEDURE, per non creare appesantimenti nelle emergenze abitative, (disattendere in parte il comma 1 dell’articolo 5 del decreto Lupi, ove riconosca una situazione di reale necessità, come fatto da altri Comuni italiani). Nulla di diverso da ciò che lo stesso Bitonci racconta di avere fatto in un caso specifico nella stessa conferenza stampa;

–          Non si ipotizza né si propone alcuno scavalcamento delle graduatorie per l’assegnazione delle abitazioni;

–          Bitonci dice che 5 consiglieri comunali su 20 della maggioranza in caso di vittoria di Sergio Giordani, i 5 provenienti da una delle liste che mi hanno sostenuto, saranno di provenienza estremista. Questo è completamente falso, come già abbiamo dimostrato quando ci siamo resi conto che ha addirittura operato uno scambio di persona, attribuendo al candidato Nicola Rampazzo fatti e circostanze che gli sono del tutto estranei. Marta Nalin, Chiara Gallani, Nicola Rampazzo, Roberto Marinello e Daniela Ruffini, ciascuno con un passato differente, mai sono stati coinvolti in comportamenti illegali e la loro condotta è sempre stata specchiata e assolutamente nitida nei confronti della legge. In nessun modo ci si può permettere di gettare sospetti infondati su di loro.

Dispiace che sia fatta una lettura distorta e pretestuosa di un programma estremamente equilibrato e attento nel gestire un’emergenza reale della città.

Massimo Bitonci non dice invece che ha gestito in modo totalmente inadeguato e caotico il settore casa, mettendo in vendita quasi 700 immobili comunali, peraltro senza successo, omettendo di fare le verifiche dei requisiti da parte degli occupanti e gestendo in modo inefficiente la turnazione, aggravando di fatto l’emergenza casa, come possono confermare tutti coloro che sono coinvolti a vario titolo nel settore.

In tutta la conferenza tenuta oggi da Massimo Bitonci, che culmina con un “prima gli altri e poi gli italiani”, egli sottintende l’adozione di comportamenti di favore per le persone immigrate rispetto agli italiani, cosa che nel nostro programma non compare mai. Per noi ci sono solo le persone. Senza etichette di provenienza, religione, sesso, statura, colore dei capelli…

E dispiace che egli cerchi ancora consenso facendo leva sui sentimenti più bassi e nascosti della paura dei diversi.

Speravo che tali bassezze fossero naufragate nella periferia della storia, ma evidentemente, ad ascoltare le gravi bugie di Bitonci, le cose stanno diversamente.”

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