INTERVISTA AL FILOSOFO UMBERTO CURI

INTERVISTA AL FILOSOFO UMBERTO CURI

Il fiorire di numerose associazioni che si richiamano al civismo, anche con esiti elettorali di rilievo, come nel caso di Coalizione civica per Padova, pone alla nostra attenzione questioni fondamentali quali il rapporto tra la politica e i cittadini, tra i partiti e gli elettori e in definitiva la definizione stessa di “democrazia”. Ne parliamo con il filosofo Umberto Curi che è stato il primo a segnalare l’importanza e i limiti delle esperienze civiche nel nostro paese. Quindi, professore, dobbiamo iniziare il nostro ragionamento dal concetto di democrazia?

Alla radice della nozione stessa di democrazia sussiste una contraddizione, in larga misura insanabile. Da un lato, infatti, già dal punto di vista etimologico, democrazia vuol dire “governo del popolo” ovvero coincidenza fra governanti e governati. Dall’altro lato, sia sotto il profilo storico che dal punto di vista concettuale, intesa come si è detto, la democrazia semplicemente non è possibile. A parte la pessima reputazione della quale ha sempre goduto preso grandi pensatori del passato (Da Platone a Hobbes e Schmitt), per i quali essa è la forma peggiore di governo, lo stesso Jean Jacques Rousseau, paladino del concetto moderno di democrazia, doveva riconoscere che in senso proprio essa non è possibile o almeno non lo è in senso tecnico specifico e cioè come autogoverno del popolo. Se ci si pensa, infatti, le uniche forme storiche di democrazia effettivamente realizzate sono altrettanti esempi nei quali il popolo non governa direttamente, ma solo attraverso meccanismi indiretti di delega e rappresentanza. Leggi Tutto

Presentazione di Libera: Associazioni e persone contro la mafia

Presentazione di Libera: Associazioni e persone contro la mafia

Libera: Associazioni, Nomi e Numeri contro le mafie è una rete composta da oltre 1.600 associazioni (tra nazionali e locali) e 20.000 soci individuali dislocati in tutto il territorio nazionale. 80 sono, altresì, le organizzazioni internazionali aderenti al network di Libera, provenienti da 35 Paesi d’Europa, Africa ed America Latina.

In Veneto Libera è presente a livello sia provinciale che regionale.

Per quanto riguarda la provincia di Padova, ad oggi siamo articolati in singole realtà territoriali – denominate “presidi” – che operano principalmente nelle città di Padova, Este, Piove di Sacco e Camposampiero. Leggi Tutto

Il calcio d’inizio

Il calcio d’inizio

Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di suscitare emozioni. Ha il potere di unire le persone come poche altre cose al mondo. Parla ai giovani in un linguaggio che capiscono. Lo sport può creare speranza dove prima c’era solo disperazione. E’ più potente di qualunque governo nel rompere le barriere razziali. Lo sport ride in faccia ad ogni tipo di discriminazione.

Nelson Mandela

 

Presentazione del progetto

“Il calcio d’inizio” è un film-documentario, attualmente in fase di lavorazione, diretto dal regista padovano Michele Angrisani.

Il film, attraverso la narrazione della vicenda umana e sportiva di un gruppo di giovanissimi calciatori, racconta la realtà sociale e culturale nella quale è nata nel 2012 una associazione sportiva dilettantistica, il Quadrato Meticcio, all’interno di un quartiere popolare in cui una parte degli abitanti si erano mobilitati per salvaguardare, come un prezioso bene comune, un piccolo impianto sportivo pubblico altrimenti destinato a diventare un parcheggio scambiatore.

L’ ASD Quadrato Meticcio ha formato nel tempo tre squadre maschili (under 16, 10 e 8) che partecipano al campionato CSI (Centro Sportivo Italiano) e sta attualmente attivando una squadra femminile di calcetto (calcio a 5). Leggi Tutto

L’inganno del referendum

L’inganno del referendum

Di UMBERTO CURI

Se la politica non ci avesse da tempo abituati a ogni sorta di comportamento anomalo, e spesso abusivo, vi sarebbe di che restare allibiti. Ma come? Abbiamo appena votato (chi lo ha fatto) per rispondere a un quesito ben specifico (“Vuoi che alla Regione Veneto siano attribuite ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia?”), e ci ritroviamo, a meno di 24 ore di distanza, di fronte alla richiesta di trasformare il Veneto in una regione a statuto speciale? Non si tratta affatto di differenze di poco conto. A cominciare da quella più macroscopica: il quesito referendario presupponeva iniziative che si svolgevano a Costituzione invariata. L’attribuzione di uno statuto speciale comporta il cambiamento della Costituzione. Alla base del referendum vi era il concetto di autonomia. A fondamento della posizione assunta da Luca Zaia vi è il primo gradino di un percorso che conduce all’indipendenza. Leggi Tutto

A proposito del referendum sull’autonomia regionale

A proposito del referendum sull’autonomia regionale

Di UMBERTO CURI

A proposito del referendum sull’autonomia regionale, proviamo a mettere in fila ciò che è assodato, e cioè che non dipende da opinioni soggettive. Anzitutto, trattandosi di un referendum consultivo (dunque, né istitutivo, né abrogativo), quale che ne sia l’esito esso non avrà alcun effetto giuridico. In occasione del referendum sulle riforme costituzionali volute da Renzi, l’esito della consultazione avrebbe avuto comunque immediate conseguenze giuridiche, confermando o cancellando le norme vigenti. Non è invece questo il caso della consultazione indetta per il prossimo 22 ottobre, dalla quale non potrà comunque scaturire alcuna conseguenza concreta. Leggi Tutto

L’Opinione di Umberto Curi sul Risultato Elettorale

L’Opinione di Umberto Curi sul Risultato Elettorale

E’ possibile parlare di ciò che è accaduto a Padova domenica scorsa come di un “caso”, degno di particolare attenzione, anche e soprattutto in vista di una proiezione nazionale? O dobbiamo invece accontentarci di registrare la prevedibilissima e “fisiologica” sconfitta del PD, sonoramente battuto da un centrodestra rivitalizzato principalmente da Salvini? Quale è il dato politico più significativo della recente tornata elettorale: l’ennesima dimostrazione dell’avvitamento su se stesso del renzismo, o l’emergenza incontestabile di un fenomeno per molti aspetti inedito? Vediamo.

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Arturo Lorenzoni Risponde a Massimo Bitonci

Arturo Lorenzoni Risponde a Massimo Bitonci

In relazione alle farneticanti comunicazioni di Massimo Bitonci nella sua conferenza stampa del giorno 22 giugno in merito alle da lui pretese ed asserite ‘verità nascoste’ nel programma di Lorenzoni, è doveroso e opportuno riportare i termini dal profilo della propaganda priva di alcuna veridicità a quello della realtà.

 “Massimo Bitonci mente sapendo di mentire – afferma Arturo Lorenzoni, che con le due liste a suo sostegno ha raccolto quasi il 23% dei voti a Padova alle elezioni dell’11 giugno e si è poi apparentato con il candidato del centrosinistra Sergio Giordani  – per spaventare il mio elettorato e per gettare fango su persone rispettabilissime e stimate come quelle che hanno ottenuto il consenso elettorale nelle liste che mi hanno sostenuto.

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Lettera di Arturo Lorenzoni ai Padovani

Lettera di Arturo Lorenzoni ai Padovani

Care cittadine e cittadini padovani,
domenica 11 giugno abbiamo vissuto un momento importante: abbiamo visto che la certezza che la destra esibiva di vincere al primo turno è lontana dal cuore della maggioranza della città. E abbiamo visto che un nuovo modo di vivere la rappresentanza politica è non solo possibile, ma anche gradito alla grande parte delle persone che hanno potuto conoscerlo.
Grazie a tutti coloro che hanno dato fiducia alle liste che mi hanno supportato, mostrando gradimento per un percorso partecipato e sostenuto da persone in gran parte nuove alla politica, ma certamente apprezzate in città per quello che sono e che hanno fatto in vari ambiti.

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Il Parere di Umberto Curi sui Risultati dell’11 Giugno

Il Parere di Umberto Curi sui Risultati dell’11 Giugno

Ricordate la parabola evangelica della pagliuzza e della trave? Ben si applica alla grande maggioranza dei  commenti che hanno accompagnato l’esito della consultazione amministrativa di domenica scorsa. Tutti – o quasi – propensi a valorizzare la pagliuzza dei decimi di percentuale in più o in meno per questo o quel partito, mentre a quasi nessuno è venuto in mente di occuparsi di una vera e propria trave, costituita dal fenomeno delle liste civiche. Per limitarsi al Veneto, ciò che è accaduto a Verona e a Padova – se appropriatamente interpretato – esprime una novità politica potenzialmente dirompente, certamente assai più significativa della contesa fra due coalizioni ben lontane dall’uscita dalla crisi, quali sono quelle di centrosinistra e di centrodestra.

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