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Lettera di Arturo Lorenzoni agli elettori

Care elettrici, cari elettori,

a pochi giorni dal voto desidero inviare un pensiero a ciascuno e a tutti voi in vista delle prossime elezioni del giorno 11 giugno per l’amministrazione comunale a Padova.

Ho deciso di candidarmi a fare il sindaco per offrire un’occasione di avere un percorso diverso, slegato dalle logiche di contrapposizione e di interessi che hanno gestito Padova negli ultimi decenni. Un percorso libero, spontaneo, che negli ultimi mesi ha coinvolto progressivamente un numero straordinario di persone che hanno scritto il programma e costruito una campagna elettorale con poche risorse economiche, ma grandissimo entusiasmo e competenza.

La proposta che facciamo ora è robusta, concreta, efficace nel portare a Padova le capacità e le sensibilità per una città vicina a tutti e ben amministrata.

È un momento speciale per poter cambiare i prossimi anni della nostra città. Possiamo metterci alle spalle il tempo di un’amministrazione inadeguata, divisiva, chiusa, incapace di dialogo e di creare valore per la città. Ma possiamo uscire dal periodo buio tornando al passato,  al gruppo dirigente che ha amministrato con alti e bassi, ma poco slancio, la città per 30 anni, oppure guardando avanti, dando fiducia a chi vuole portare aria nuova, nuova economia e nuove opportunità di crescita.  Sebbene l’elettorato a cui mi rivolgo sia simile a quello a cui si appellano le liste che sostengono Sergio Giordani, la mia guida dell’elettorato democratico sarà profondamente diversa dalla sua: interessata unicamente a fare il meglio per la città, più innovativa, più sostenibile, più solidale, più coraggiosa sul piano economico, più sicura. E più ricca di colori.

Per questo è importante che io riceva molti voti per andare io al ballottaggio del 25 giugno. Chiedo a tutte e a tutti, con convinzione, di volervi bene e di sostenermi domenica 11 giugno: possiamo cambiare la città e dobbiamo farlo ora.

Arturo Lorenzoni

Legalità e Sicurezza per Padova. Una Proposta Seria.

Essere e sentirsi sicuri è un diritto primario. La sicurezza è qualità della vita e sviluppo di comunità. Vogliamo una città in cui nessuno abbia paura di vivere e partecipare, nel centro e nelle periferie Andiamo oltre l’approccio securitario: puntiamo sulla prevenzione, con l’istituzione di presidi sociali di quartiere, servizi di strada, servizi di trasporto pubblico sicuri anche di notte, centri di ascolto e di aiuto per le vittime di violenza e di reati

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Parchi e Rete Ecologica per Padova

Il disegno complessivo di “città stellare” voluto dal Piano Regolatore Piccinato (1957) è stato eroso negli anni da continue varianti al PRG che hanno messo a rischio la funzione dei “cunei verdi” di portare gli effetti benefici del territorio aperto dentro la città. Nel medesimo periodo storico, il territorio rurale periurbano è stato oggetto di una forte espansione urbana dettata in parte dall’aumento demografico, ma spesso da speculazione edilizia a favore della rendita fondiaria. Le aree rurali a ridosso della città, suddivise in piccole unità imprenditoriali agricole, hanno relegato la loro funzione alla produzione di cereali in conto terzi, in attesa di una prossima urbanizzazione.

LA PROPOSTA DI COALIZIONE CIVICA PER PADOVA

“Coltiviamo la Città”, e insieme al verde, all’agricoltura, coltiviamo i rapporti sociali che più facilmente si creano in un ambiente sano e sostenibile, per creare una città più inclusiva, accogliente, sicura e che si prenda cura delle proprie periferie, differenze, fragilità.

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Migliorare i Servizi Sociali

E’ urgente un ripensamento globale dell’intero servizio del Settore Sociale che non lo veda più solo come il luogo dell’assistenza al disagio, ma come il luogo dell’attuazione dei diritti costituzionali dei cittadini, senza distinzione di provenienza, sesso età e condizione personale.

Negli ultimi vent’anni, la nostra città è stata soggetta a profondi mutamenti socio-demografici che – ancor prima della crisi economica – hanno trasformato la fisionomia della comunità locale e hanno posto sfide inedite per il sistema di welfare. Aumento della popolazione anziana e aumento della cittadinanza straniera, diminuzione delle nascite ed emigrazione italiana e straniera con conseguente calo della popolazione giovanile, aumento delle difficoltà economiche sono solo alcuni degli aspetti multiproblematici che il “sistema Padova” ed in particolare i servizi sociali si sono trovati ad affrontare insieme al costante calo strutturale dei trasferimenti al settore avviato già a fine anni ‘90.

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Sport Per Tutti a Padova

Per troppo tempo la politica sportiva di Padova è stata caratterizzata da un’assenza di visione collettiva e di progettualità. La politica dell’ultima Giunta è stata caratterizzata da annunci a effetto e da progetti imprecisi e allo stesso tempo onerosi che non erano previsti dal programma e non erano stati condivisi con la cittadinanza. Pensiamo solo all’assurdo progetto di spostare le partite del Calcio Padova presso gli impianti del Plebiscito. Si devono abbandonare tali progetti e pratiche decisionali. La città ha bisogno di una progettualità ampia e di una condivisione delle decisioni.

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The End

Arturo Lorenzoni sindaco per Padova ha scritto, non solo metaforicamente, la parola fine sul tristemente celebre “Muro di via Anelli” che separa il complesso, da tempo abbandonato, da via De Besi. Pronto un progetto di rigenerazione urbana per il complesso Serenissima di via Anelli. Un “The End” benedetto anche da Marco Carrai, assessore alla sicurezza undici anni fa quando il muro fu costruito. «Questo muro ha portato un’immagine negativa di Padova su tutti i giornali del mondo – spiega Lorenzoni – Oggi è venuto il tempo per superare tutto ciò e rigenerare la città e in particolare questo quartiere a partire proprio da via Anelli». Il progetto di Lorenzoni vede in via Anelli un quartiere moderno nella concezione e nella destinazione: «Procederemo il più velocemente possibile con gli espropri dopo aver approvato un nuovo piano particolareggiato su una zona più ampia – continua il candidato sindaco – Quindi vogliamo costruire un quartiere a consumo zero di energia, grazie al finanziamenti di bandi europei che abbiamo già individuato nei programmi Low Carbon Energy ed Energy Efficient Buildings. Molto verde, sonde geotermiche per le pompe di calore, energia solare. Edifici del genere hanno costi di gestione molto bassi. Qui non vediamo un’edilizia residenziale, che farebbe diminuire il valore degli altri immobili, ma spazi per il settore terziario, in particolare per aziende della conoscenza. Potremo dare casa in una sede prestigiosa a spin off universitari e incubatori, dare spazio alla terza missione dell’Università. Imprese creative che lavorando vicine possono fertilizzarsi a vicenda. Un progetto che può essere realizzato nell’arco di pochi anni». #padovamerita #lorenzonisindaco #iovotoarturo #amministrative017

Stop al Consumo di Suolo a Padova

La nostra Padova è sesta tra le città italiane per superfici cementificate, ai primissimi posti nelle classifiche dell’inquinamento atmosferico, seconda per rischio di morte da calore, mentre permane costante un elevato rischio idraulico per larga parte dei suoi quartieri.

Il “consumo di suolo”, ovvero la progressiva erosione del territorio rurale a opera di nuove urbanizzazioni è l’esito nefasto di norme nazionali non soltanto in materia di governo del territorio, ma anche di norme relative alla fiscalità locale (la possibilità per i Comuni, ad esempio, di utilizzare i proventi degli oneri di urbanizzazione anche per finanziare la spesa corrente)  o alla fiscalità d’impresa (“Legge Tremonti” che consentiva di detrarre dall’imponibile delle imprese la spesa per nuovi capannoni, indipendentemente dal fatto che questi fossero necessari all’attività produttiva) o ai condoni edilizi che si sono succeduti negli anni, e delle norme regionali in materia di governo del territorio e urbanistica.

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Sul Nuovo Ospedale di Padova

L’OSPEDALE NON E’ SOLO QUESTIONE EDILIZIA!

 La discussione sul nuovo ospedale di Padova si è impantanata nella questione “ospedale si – ospedale no”,  “ospedale qui – ospedale lì”, concentrando tutti i pareri su considerazioni di tipo edilizio, urbanistico o di viabilità. Ma limitare la discussione ai soli aspetti edilizi è estremamente limitativo, per non dire scorretto, poichè trascura una attenta valutazione della pianificazione e programmazione socio sanitaria nel suo complesso.

A memoria storica si ricorda che il Policlinico di Padova, espressione preminente della Facoltà di Medicina, ha da secoli prodotto innovazione e ricerca a livello mondiale grazie all’apporto di tutta l’Università (non solo delle Facoltà scientifiche) che ha assicurato convergenze e sinergie su progettualità innovative ed eccellenti in ambito diagnostico e terapeutico.

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Politiche Abitative a Padova

Esiste in città una preoccupante emergenza abitativa, dovuta in gran parte alla crisi economica che attanaglia il nostro paese da ormai molti anni. Diverse sono le categorie di persone che si trovano in situazione di emergenza: precari, giovani e meno giovani, disoccupati, persone con disabilità dalla nascita o acquisita, ex carcerati, famiglie separate, immigrati regolari e non. A fronte di una tale emergenza esistono in città migliaia di appartamenti sfitti, privati e pubblici, sui quali è urgente organizzare un sistema di utilizzo da spendere nell’immediato.

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Educazione Come Bene Comune

Negli ultimi anni ogni governo è intervenuto sul sistema della formazione operando nella logica della riduzione dei costi, affidando progressivamente i compiti assegnati allo Stato al privato. Sono aumentate così le differenze locali e l’ingiustizia sociale, come dimostrano le rilevazioni Ocse.  In questo contesto il Comune non può limitarsi a fornire i servizi educativi di competenza; invece, con la giunta Bitonci, Padova è precipitata all’ultimo posto in Italia per spese nei servizi scolastici.

Dobbiamo invertire la rotta, possiamo progettare insieme una città educante, che promuova la formazione in tutte le età della vita, anche al di fuori delle sedi tradizionali: una LEARNING CITY in cui tutti acquisiscono competenze, condividono conoscenze e idee, promuovono innovazione.

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