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Consulte: pronti, partenza, via!

Sono stati comunicati i cento nominati dalle forze di maggioranza a comporre le diverse consulte, che sono finalmente pronte a partire. Uno strumento di partecipazione di cui si sente sempre più l’esigenza.
Nei primi giorni di novembre si insedieranno e procederanno con la nomina di presidenti e vicepresidenti.

I consiglieri nominati da Coalizione Civica sono stati i più votati da tutti i nostri attivisti, nelle elezioni interne che si sono tenute nel primo finesettimana di ottobre.

Ecco tutti i nomi dei nostri Consiglieri:

Ecco di seguito tutti i componenti delle Consulte nominati dalla maggioranza. 

Consulta 1:
Marta Bretini, Giovanni Barbariol, Giorgio Gazzeri, Valerio Pozza, Paola Fontana, Andrea Busato, Elena Zmuner, Massimiliano Zaniolo, Francesca Verrecchia, Jonny Pasquali.

Consulta 2:
Elvira Andreella, Anna Basalisco, Concezio Bombonati, Massimiliano Marostica, Silvia Belotti, Giacolo Spaliviero, Antonio Pantano, Alberto Vitale, Cadigia Hassan, Giulia Frigo, Mauro Rolle, Carlo Forner, Anna Ciardullo.

Consulta 3A:
Claudio D’Ascanio, Filippo Micalizzi, Girolamo Panozzo, Alesssandra Menegazzo, Paolo Caramel, Ermes Pontalti, Silvia Bresin, Alfredo Drago, Rosa Depietra, Silvio Falcone.

Consulta 3B:
Mauro Feltini, Laura Galiazzo, Franco Moashin, Enrico Soncin, Fabio Casetto, Eva Bolzonella, Paolo Rigamo, Brahim Azakay, Roberto Pedrini, Miria Setini.

Consulta 4A:
Giovanni Drago, Silvia Munzone, Marco Gamba, Celestino Giacon, Maria Cunico, Agnese Fedeli, Maurizio Segato, Filippo Griggio, Cecilia Ripa, Alberto Andrian.

Consulta 4B:
Giuseppe Benetazzo, Lorella Furia, Alessandro Sanco, Dario Da Re, Martina Muratore, Antonio Fregnan, Giacomo Zanella, Pierluigi De Domenico, Sabrina Benincà, Marco Finco.

Consulta 5A:
Enrico Boni, Giovanni Tolin, Claudia Blasi, Agnese Solero, Benedetta Marini, Matteo Rava, Maurizio Marcassa.

Consulta 5B:
Caterina Coppo, Gianluca Gaudenzio, Flavio Varotto, Adela Karapici, Luca Gazzola, Sergio Lironi, Mila Masciandri, Lorella Ruffin, Pierluigi Cristanldi, Lorenzo Ranzato.

Consulta 6A:
Vincenzo Degan, Paola Pampolari, Luciano Sardena, Elvira Georgopolous, Giovanni Morando, Gabriele Benetazzo, Federico Engaldini, Marco Perin, Giorgio Calore, Michele Culatti.

Consulta 6B:
Corrado Savino, Federico Smania, Pietro Scagno, Andrea Cesaro, Mirko Romanato, Paolo Planchestainer, Marco Frizzarin, Christofer Junius Murphy, Alessandro Bastianello, Roberto Saia.

 

Di seguito il comunicato stampa congiunto di tutti i capogruppo di maggioranza.

MAGGIORANZA SODDISFATTA PER 100 CITTADINE E CITTADINI INDICATI PER LE CONSULTE DI QUARTIERE
Siamo soddisfatti del risultato raggiunto in un clima di grande equilibrio e collaborazione tra i gruppi di maggioranza. Ieri 23 ottobre entro la scadenza prevista abbiamo consegnato le 10 liste delle consulte con i 100 nomi indicati dai gruppi di maggioranza (60 spettano alla minoranza).
Sono tutti nominativi ovviamente tratti dall’albo dove i cittadini si sono liberamente iscritti e siamo certi che costoro si impegneranno con spirito di collaborazione per contribuire a valorizzare e migliorare sempre più la vita delle nostre comunità e dei nostri rioni in stretta collaborazione con i consiglieri e gli assessori.
Tantissimi sono stati i cittadini che hanno manifestato la propria disponibilità nell’albo; molti ovviamente non abbiamo potuto nominarli nelle consulte ma avranno comunque l’opportunità di partecipare e servire il proprio territorio mediante le commissioni che le consulte possono costituire al più presto per agevolare la partecipazione dei cittadini.
Ci fa piacere poi che pur nel rispetto di nominativi espressi dai vari gruppi ci sia una proposta complessiva della maggioranza co-firmata da tutti e 5 i capigruppo: questo rende bene l’idea del clima di collaborazione con cui si è lavorato come maggioranza.
Gianni Berno, Nicola Rampazzo, Carlo Pasqualetto, Meri Scarso, Antonio Foresta

 

Lettera di Arturo Lorenzoni ai Padovani

Care cittadine e cittadini padovani,
domenica 11 giugno abbiamo vissuto un momento importante: abbiamo visto che la certezza che la destra esibiva di vincere al primo turno è lontana dal cuore della maggioranza della città. E abbiamo visto che un nuovo modo di vivere la rappresentanza politica è non solo possibile, ma anche gradito alla grande parte delle persone che hanno potuto conoscerlo.
Grazie a tutti coloro che hanno dato fiducia alle liste che mi hanno supportato, mostrando gradimento per un percorso partecipato e sostenuto da persone in gran parte nuove alla politica, ma certamente apprezzate in città per quello che sono e che hanno fatto in vari ambiti.

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Il Parere di Umberto Curi sui Risultati dell’11 Giugno

Ricordate la parabola evangelica della pagliuzza e della trave? Ben si applica alla grande maggioranza dei  commenti che hanno accompagnato l’esito della consultazione amministrativa di domenica scorsa. Tutti – o quasi – propensi a valorizzare la pagliuzza dei decimi di percentuale in più o in meno per questo o quel partito, mentre a quasi nessuno è venuto in mente di occuparsi di una vera e propria trave, costituita dal fenomeno delle liste civiche. Per limitarsi al Veneto, ciò che è accaduto a Verona e a Padova – se appropriatamente interpretato – esprime una novità politica potenzialmente dirompente, certamente assai più significativa della contesa fra due coalizioni ben lontane dall’uscita dalla crisi, quali sono quelle di centrosinistra e di centrodestra.

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Qualcuno votava Arturo

di Giovanni Fusetti

Questa è una storia di tanto tempo fa.
C’era una volta una città di nome Padova.
Una città bellissima, in un paese bellissimo.
E come tutte le cose belle, era forte e fragile.

 

Era il 9 giugno 2017, un venerdì, e la gente di Padova si preparava a votare alle elezioni comunali. Era stata una campagna lunga e intensa. I risultati, più che mai incerti. Ma la posta in gioco, altissima, era il cuore, l’anima, la mente e il corpo di una città.

Quella sera, a poche ore dal voto, il gruppo di cittadini che sosteneva il candidato sindaco di nome Arturo, si ritrovò in Piazza Eremitani per una festa finale. Erano tantissimi, e volevano votare Arturo.

 

Qualcuno votava Arturo perché aveva fatto l’asilo insieme a lui e poi le scuole elementari e le medie. Le superiori, no. Arturo aveva fatto il classico.

Qualcuno votava Arturo perché suo padre, sua madre, i sui amici, i suoi compagni di scuola, i suoi colleghi, votavano tutti Arturo. I figli no. Loro a votare non ci andavano.

Qualcuno votava Arturo perché voleva che ai propri figli venisse voglia di andare a votare.

Qualcuno votava Arturo perché un programma partecipato a Padova non si era mai visto.

Qualcuno votava Arturo perché Arturo faceva politica senza essere un politico.

Qualcuno votava Arturo perché, non lo conosceva, ma gli piaceva il nome. Sindaco Arturo, suonava bene.

 

Qualcuno votava Arturo perché con lui c’era un coro bianco e arancione di cittadini vestiti di competenza quotidiana.

Qualcuno votava Arturo perché la prima voce del suo budget erano le persone.

Qualcuno votava Arturo perché il suo programma era troppo bello per non essere vero.

Qualcuno votava Arturo perché Arturo sapeva dire questa frase: ho bisogno del vostro aiuto.

Qualcuno votava Arturo perché gli piaceva lo slogan, io voto Arturo. Suonava bene anche in dialetto. A mi voto Arturo, a me piase, el fa rima co’ futuro

Qualcuno votava Arturo perché non voleva un sindaco del fare, ma un sindaco del saper fare, e soprattutto un sindaco del saper far fare e del saper chiedere a chi sa fare.

Qualcuno votava Arturo perché, senza Arturo candidato sindaco, a votare non ci sarebbe neanche andato.

Qualcuno votava Arturo perché c’erano due liste che lo sostenevano, sessantaquattro persone, ne conosceva almeno la metà e l’imbarazzo della scelta era tremendo.

Qualcuno votava Arturo perché era un candidato brillante e anomalo.
Arturo voleva liberare i conservatori dalla conserva,
affascinare gli scettici,
entusiasmare i cinici,
ringiovanire i riformisti,
radicare gli utopisti, annaffiare i radicali,
rinnovare i tradizionalisti,
centrare gli estremisti
e sbilanciare i centristi.

Qualcuno votava Arturo perché voleva una politica poetica, estetica ed estatica.

Qualcuno votava Arturo perché la Commedia dell’Arte era nata a Padova nel 1500, ed era ora di far nascere la Politica dell’Arte.

Qualcuno votava Arturo perché l’umorismo non è mancanza di rispetto, e l’allegria non è mancanza di serietà.

Qualcuno votava Arturo perché le buone idee non sono né di destra né di sinistra, sono solo buone idee.

 

Qualcuno votava Arturo perché per fare il sindaco ci vuole energia e Arturo di energia se ne intendeva.

Qualcuno votava Arturo perché voleva un sindaco forte ma non un sindaco forte da solo.

Qualcuno votava Arturo perché non è mai troppo tardi per farsi una città felice, o, se non proprio felice, almeno più contenta e più colorata.

Qualcuno votava Arturo perché credeva nel diritto al lavoro e nel dovere di lavorare bene.

Qualcuno votava Arturo perché voleva una città più verde, un’economia più solare e un sindaco fotosintetico.

 

Qualcuno votava Arturo perché gli piaceva commuoversi. con-muoversi: muoversi insieme.

Qualcuno votava Arturo perché la sera quando attraversava a piedi la zona della stazione si domandava, con il cuore stretto, ma come si fa a riparare il cuore ferito del mondo?

Qualcuno votava Arturo perché non voleva prima i Padovani ma prima gli esseri umani.

Qualcuno votava Arturo perché Arturo non aveva paura di parlare di fragilità, anche se la fragilità fa paura.

Qualcuno votava Arturo perché voleva che la città restasse umana, anzi che lo diventasse ancora di più.

Qualcuno votava Arturo perché la paura è umana, ma volere una città impaurita è il tradimento della politica.

Qualcuno votava Arturo perché preferiva Robin Hood allo Sceriffo di Nottingham.

Qualcuno votava Arturo perché anche lui aveva pochi capelli.

 

Qualcuno votava Arturo perché essere fragili, è nelle natura umana, ma essere fragili da soli, tutti contro tutti e con i pochi che si arricchiscono sulla pelle dei molti, quella non è la natura umana ma semplicemente pessima politica.

Qualcuno votava Arturo perché aveva paura, ma non degli immigrati, ma di una città con il cuore freddo.

Qualcuno votava Arturo perché aveva capito la differenza tra sicurezza e ordine pubblico, e tra uso della forza e uso della violenza. Con la forza si protegge, con la violenza si distrugge.

Qualcuno votava Arturo perché la sicurezza non è contro qualcuno ma insieme a tutti.

 

Qualcuno votava Arturo perché l’ordine pubblico è il far rispettare, a tutti, le regole del vivere comune. La sicurezza si semina, si nutre e si coltiva, e viene dal sentirsi parte di una rete di cittadini che ha cura del campo: il campo comune che è la città.

 

Qualcuno votava Arturo perché la solidarietà non è un pensiero, un valore, o un dovere. La solidarietà è un istinto. E voleva mettere in moto questo istinto non solo dopo le alluvioni i terremoti e gli attentati, ma ogni giorno, nelle piccole e grandi scelte quotidiane di una città, dei suoi amministratori e dei suoi cittadini.

 

Qualcuno votava Arturo perché quando usciva dalla città gli veniva da piangere a vedere lo scempio del paesaggio e delle periferie di Padova.

Qualcuno votava Arturo perché… basta cemento ! Basta ! Basta nuovi centri commerciali, palazzoni, palazzine e palazzinari. Basta capannoni, ipermercati e lottizzazioni !

Qualcuno votava Arturo perché Arturo non si era arricchito, lottizzando, costruendo, vendendo e appaltando.

Qualcuno votava Arturo perché si commuoveva a immaginare una città di cui essere fiero…Hai sentito cosa stanno facendo a Padova, è il rinascimento delle città. Il sindaco Arturo parla di felicità civica.

Qualcuno votava Arturo perché, dopo una vita passata nelle scuola, nell’educazione, nel sociale, nei servizi al territorio, non sopportava più di vedere il proprio lavoro fragile e potente distrutto da una nuova giunta di cavalieri senza memoria.

Qualcuno votava Arturo perché voler fare soldi è un desiderio legittimo, ma voler fare ancora più soldi è sempre a spese di qualcun altro.

Qualcuno votava Arturo perché non ne poteva più ! Non ne poteva più dei gruppi di potere, delle lobby, dei furbetti del quartierino, dei compagni di merenda che per decenni si erano spartiti il corpo e il sangue della città.

Qualcuno votava Arturo perché proprio non né poteva più del ballo delle giunte.  Giunte di destra, di sinistra, di centro, di centro destra, di centro sinistra, giunte di distra e giunte di sinestra, giunte congiunte, giunte disgiunte, giunte ingiunte, giunte inquisite, giunte corrotte, giunte commissariate, giunte al capolinea.

Qualcuno votava Arturo perché era ora di votare Arturo! E Ostrega !

Qualcuno votava Arturo perché Padova non è una città da ripulire ma una città da amare.

Qualcuno votava Arturo, perché per la prima volta nella sua vita di padovano provava la gioia di votare senza turarsi il naso.

Qualcuno votava Arturo…e perché no: el pare tanto bravo; i me ga dito ch’el xe bravo; a’ speremo ch’el sia bravo; pezo de staltri no xe possibie; a ghemo vot’ de tuto, a provemo anca co’ questo, mi na volta provo tuto.

E qualcuno votava Arturo e non sapeva veramente perché. Però, dentro, in fondo in fondo, nel segreto dell’urna, se lo sentiva: Io… quasi quasi… voto Arturo.

 

Così, quell’anno, a Padova si votò per il nuovo sindaco, e fu una giornata memorabile. Ma questa è un’altra storia e ce la racconteremo un’altra sera.

 

Questo testo è stato scritto da Giovanni Fusetti e da lui interpreato durante la serata conclusiva della campagna elettorale di Arturo Lorenzoni, il 9 Giugno 2017 in Piazza Eremitani a Padova.

 

Innovative Politiche Sociali per Padova

Il Cohousing Sociale

Molti anziani in grado di rimanere a casa, hanno bisogno di una supervisione e di un appoggio nell’autogestione quotidiana; molti giovani con disabilità potrebbero vivere in autonomia (abitativa e lavorativa) con una guida, anche periodica, sulla gestione quotidiana; molte persone, di  categorie diverse ( disoccupati, inoccupati, in cerca di lavoro, studenti, donne sole…) si trovano in condizione di emergenza abitativa.

La proposta Di Coalizione Civica

L’idea è quella di favorire l’incontro tra bisogni diversi e trasformarli in una risorsa, per le persone e per la comunità, con lo strumento del cohousing e, in questo modo, favorire la permanenza degli anziani a casa propria, l’uscita di casa di giovani adulti con disabilità (fisica o mentale), dare risposte all’emergenza casa.

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In Merito allo Scandalo dei Lavoratori della Logistica

La notizia dell’arresto di 3 persone afferenti a due importanti cooperative, per le quali operano i lavoratori della logistica della ZIP di Padova, pone l’attenzione su alcuni importanti aspetti relativamente al ruolo di un ente comunale nella tutela attiva dei lavoratori, e rende quanto mai necessaria l’istituzione di un Assessorato al Lavoro ed all’Innovazione Sociale, così come configurato nel programma della Coalizione Civica per Padova.

Un ruolo che va esercitato in primis su tutte quelle attività che coinvolgono il Comune direttamente o indirettamente: non può accadere che in luogo quale l’Interporto (notoriamente partecipato dall’Ente Comunale) si verifichino episodi come quelli assurti alle cronache degli ultimi giorni, con lavoratori costretti a pagare il pizzo per lavorare o costretti ad iscriversi a sindacati decisi dal datore di lavoro al silenzio, pur di non perdere il posto di lavoro. Così come il Comune dovrebbe garantire il rispetto dei principi a fondamento del lavoro cooperativistico, completamente disatteso da chi le cooperative le gestisce, e l’affermazione della formula di un lavoro sano, pulito e sostenibile.

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Politiche Giovanili per Padova

Valorizzare la presenza studentesca

  • Favorire una virtuosa interazione fra i soggetti che vivono in città rendendola permeabile ai processi di modifica determinati dalla presenza degli studenti.
  • Non affidare alla sola Università ,tramite la sua offerta accademica, il compito di rendere attraente la scelta di vivere a Padova, ma garantire che la città diventi accessibile e fruibile per tutti.
  • Avviare iniziative che facilitino l’accesso allo studio anche alla fasce di reddito più basso mediante un controllo sugli affitti e sullo sfruttamento lavorativo degli studenti.

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Lettera di Arturo Lorenzoni agli elettori

Care elettrici, cari elettori,

a pochi giorni dal voto desidero inviare un pensiero a ciascuno e a tutti voi in vista delle prossime elezioni del giorno 11 giugno per l’amministrazione comunale a Padova.

Ho deciso di candidarmi a fare il sindaco per offrire un’occasione di avere un percorso diverso, slegato dalle logiche di contrapposizione e di interessi che hanno gestito Padova negli ultimi decenni. Un percorso libero, spontaneo, che negli ultimi mesi ha coinvolto progressivamente un numero straordinario di persone che hanno scritto il programma e costruito una campagna elettorale con poche risorse economiche, ma grandissimo entusiasmo e competenza.

La proposta che facciamo ora è robusta, concreta, efficace nel portare a Padova le capacità e le sensibilità per una città vicina a tutti e ben amministrata.

È un momento speciale per poter cambiare i prossimi anni della nostra città. Possiamo metterci alle spalle il tempo di un’amministrazione inadeguata, divisiva, chiusa, incapace di dialogo e di creare valore per la città. Ma possiamo uscire dal periodo buio tornando al passato,  al gruppo dirigente che ha amministrato con alti e bassi, ma poco slancio, la città per 30 anni, oppure guardando avanti, dando fiducia a chi vuole portare aria nuova, nuova economia e nuove opportunità di crescita.  Sebbene l’elettorato a cui mi rivolgo sia simile a quello a cui si appellano le liste che sostengono Sergio Giordani, la mia guida dell’elettorato democratico sarà profondamente diversa dalla sua: interessata unicamente a fare il meglio per la città, più innovativa, più sostenibile, più solidale, più coraggiosa sul piano economico, più sicura. E più ricca di colori.

Per questo è importante che io riceva molti voti per andare io al ballottaggio del 25 giugno. Chiedo a tutte e a tutti, con convinzione, di volervi bene e di sostenermi domenica 11 giugno: possiamo cambiare la città e dobbiamo farlo ora.

Arturo Lorenzoni

Legalità e Sicurezza per Padova. Una Proposta Seria.

Essere e sentirsi sicuri è un diritto primario. La sicurezza è qualità della vita e sviluppo di comunità. Vogliamo una città in cui nessuno abbia paura di vivere e partecipare, nel centro e nelle periferie Andiamo oltre l’approccio securitario: puntiamo sulla prevenzione, con l’istituzione di presidi sociali di quartiere, servizi di strada, servizi di trasporto pubblico sicuri anche di notte, centri di ascolto e di aiuto per le vittime di violenza e di reati

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Parchi e Rete Ecologica per Padova

Il disegno complessivo di “città stellare” voluto dal Piano Regolatore Piccinato (1957) è stato eroso negli anni da continue varianti al PRG che hanno messo a rischio la funzione dei “cunei verdi” di portare gli effetti benefici del territorio aperto dentro la città. Nel medesimo periodo storico, il territorio rurale periurbano è stato oggetto di una forte espansione urbana dettata in parte dall’aumento demografico, ma spesso da speculazione edilizia a favore della rendita fondiaria. Le aree rurali a ridosso della città, suddivise in piccole unità imprenditoriali agricole, hanno relegato la loro funzione alla produzione di cereali in conto terzi, in attesa di una prossima urbanizzazione.

LA PROPOSTA DI COALIZIONE CIVICA PER PADOVA

“Coltiviamo la Città”, e insieme al verde, all’agricoltura, coltiviamo i rapporti sociali che più facilmente si creano in un ambiente sano e sostenibile, per creare una città più inclusiva, accogliente, sicura e che si prenda cura delle proprie periferie, differenze, fragilità.

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