1. Trasparenza

  • Recuperare un rapporto reciproco di fiducia e di lavoro tra amministrazione comunale e cittadinanza.
  • Garantire il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte della pubblica amministrazione
  • facilitare l’accesso agli atti anche attraverso un efficace motore di ricerca agli atti amministrativi e a tutti i dati statistici, geografici, culturali ecc. in possesso del Comune.
  • garantire la pubblicazione automatica e in tempo reale di tutti gli atti amministrativi

2. Quartieri

  • Decentrare i servizi: assistenza sanitaria nei quartieri, processi di integrazione, progetti culturali etc.
  • Avviare i Comitati di Quartiere, così come da Statuto Comunale vigente, ai quali va assegnato il compito della gestione delle sale di Quartiere e il finanziamento di attività culturali.
  • Affiancare ai questi comitati dei “laboratori di rione”: incontri inizialmente facilitati dal Comune e poi lasciati in autogestione in cui si possano sperimentare forme di democrazia dal basso, che portino le istanze dai cittadini alle istituzioni.
  • Prevedere, nel corso del mandato, anche alla luce delle sperimentazioni effettuate, un nuovo Statuto Comunale che dia più forza alle dinamiche di partecipazioni nei Quartieri.
  • Avviare la sperimentazione del progetto denominato “Case di Quartiere”, come luogo di intreccio tra operato pubblico e associazioni, cooperative e singoli cittadini, per la valorizzazione e la crescita dei territori.

3. Partecipazione

  • Creazione dei tavoli di lavoro (laboratori di cittadinanza) e di forme assembleari allargate, che svolgano funzione consultiva, propositiva e di controllo dell’operato dell’amministrazione.
  • Impegnare gli eletti a collaborare nei diversi luoghi di partecipazione quali laboratori ed assemblee dai quali ricaveranno proposte

Partecipazione e Quartieri

Il tema della partecipazione e dei quartieri si pone, per sua natura, come un argomento trasversale tra numerosi punti del programma di Coalizione Civica. Sono infatti diverse le linee di convergenza che si innestano sui punti cardine del lavoro svolto. Tra questi:

  • Il decentramento dei servizi;
  • L’assistenza sanitaria nei quartieri;
  • I processi di integrazione;
  • I progetti culturali.

Il punto focale su cui bisogna oggi concentrare il nostro orizzonte è il recupero di un rapporto reciproco, di fiducia e di lavoro tra amministrazione comunale e cittadinanza.

Si tratta di puntare, in primo luogo, su processi partecipativi e innovativi, rimettendo al centro non solo i quartieri (troppo ampi e comprensivi di territori molto diversi tra loro), ma soprattutto i rioni e di rompere il rapporto di passività del singolo cittadino rispetto alle scelte dell'amministrazione.

Le proposte si articolano nei seguenti punti:

  • Trasparenza
  • Comitati di Quartiere
  • Case di Quartiere
  • Laboratori di Partecipazione

TRASPARENZA

Si intende dare piena applicazione al DECRETO LEGISLATIVO 14 marzo 2013, n. 33 (modificato dal DL 97 2016 – noto come FOIA act), recante il riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni, in particolare:

  1. Garantendo la pubblicazione automatica e in tempo reale di tutti gli atti amministrativi;
  2. Garantendo la facilità di accesso agli atti amministrativi e a tutti i dati statistici, geografici, culturali ecc. in possesso del Comune, migliorando anche l'attuale piattaforma web comunale;
  3. Ricercando non solo l’immediatezza delle informazioni ma la leggibilità dei dati, con un impegno dei funzionari e degli amministratori a renderli comprensibili fin dall’origine.

COMITATI DI QUARTIERE

La Finanziaria 2010 ha eliminato le rappresentanze di quartiere per i comuni al di sotto dei 250.000 abitanti e di conseguenza anche alla Città di Padova.

Il consiglio comunale passato, con un intervento tardivo, ha approvato una modifica dello Statuto comunale che istituisce delle “Consulte”, per sopperire almeno parzialmente alla cancellazione dei Consigli di

quartiere.

Intendiamo:

  1. Riscrivere lo Statuto comunale in materia di comitati di quartiere. Nello specifico si vuole concedere a questi organismi il compito di gestire le sale di quartiere, di costruire un piano di finanziamento delle attività culturali e di interagire attivamente con l’amministrazione in materia di problematiche specifiche della porzione di territorio abitato;
  2. Progettare e sviluppare, a seguito, anche, della riduzione da 11 a 6 dei Quartieri della Città, i Laboratori di rione. Essi rappresentano “spazi e luoghi di vita”, meno ampi e per questo più omogenei, capaci di facilitare e incrementare i processi di partecipazione attiva e diretta da parte degli stessi abitanti.

CASE DI QUARTIERE

Si intende avviare la sperimentazione del progetto denominato “Case di Quartiere”, come luogo di intreccio tra operato pubblico e associazioni, cooperative e singoli cittadini, per la valorizzazione e la crescita dei territori.

Sulla base del modello sperimentato nella città di Torino, si avvierà un progetto di recupero, per ogni quartiere di Padova, di spazi in disuso dove convogliare i servizi di coordinamento e supporto prima offerto dai Consigli di Quartiere.

La Casa di Quartiere sarà auto-sostenibile entro i primi tre anni, dopo che l’amministrazione avrà messo a disposizione uno start up. Potrà assumere la forma giuridica che verrà ritenuta più efficace e verrà capitalizzato il lavoro che diverse realtà, associazioni, cittadini, imprese sociali, svolgono già nei quartieri.

Queste realtà dovranno essere “SPAZI DI TUTTI, MA SEDE ESCLUSIVA DI NESSUNO”, capaci di accogliere attraverso attività interculturali tutti i cittadini, dai più piccoli ai più anziani, nei quali sviluppare progetti volti a valorizzare le risorse e le caratteristiche di ogni singolo territorio nell’ambito del quale sorgono. Oltre ad essere luoghi di aggregazione, socialità e proposta culturale, questi saranno spazi messi a disposizione di tutti quei cittadini che vogliano sperimentare forme di cooperazione e di rigenerazione di beni comuni urbani, frutto della collaborazione tra Ente Pubblico e cittadini attivi.

Luoghi in cui immaginare e sperimentare nuove modalità di “welfare urbano”.

Per approfondire l’argomento vi invitiamo a consultare il sito del Progetto “Rete Case di Quartiere” di Torino: http://www.retecasedelquartiere.org/home/.

LABORATORI DI PARTECIPAZIONE

Attraverso la costruzione di diversi livelli di partecipazione, che prevedano la continuazione nei cinque anni di amministrazione dei tavoli di lavoro programmatici che devono diventare “laboratori di cittadinanza”, si vuole favorire e valorizzare la partecipazione attiva e diretta, che sia portatrice di proposte deliberative e consultive dei cittadini nelle scelte di governo della città.

Questi “Laboratori” dovranno essere regolamentati da un apposito Statuto e lavoreranno in parallelo con le Commissioni Comunali.

L’Amministrazione Comunale avrà l’obbligo di discutere le proposte emerse dai “Laboratori” e motivare le risposte nonché di partecipare, attraverso un apposito delegato, ai lavori degli stessi.

L’Amministrazione, nella figura del Sindaco, si dovrà, inoltre, impegnare a convocare Assemblee allargate, con cadenza stabilita, per aggiornare la cittadinanza sul proprio operato e per discutere eventuali scelte di carattere “straordinario” per la Città.