Un programma che nasce dal basso

Siamo cittadini a cui sta a cuore Padova.
Ci siamo presi il lusso di pensare assieme a come vogliamo la città fra dieci anni.
Abbiamo trasformato i desideri in progetti, concreti, realizzabili. Da realizzare, tutti assieme, continuando a partecipare anche dopo il voto. Per una città sostenibile, innovativa, inclusiva, bella. Una città viva; una città in cui aver voglia di vivere.
In che città vivranno i tuoi figli?

1. Una città da coltivare

La città è un organismo. L’ambiente urbano va curato e coltivato. La città deve poter respirare: in cinque anni, perderemo l’unico record che non vogliamo, quello di città più inquinata d’Europa. In città, si curano e coltivano anche le relazioni fra diversi, a partire dai rioni, con un patto di convivenza. La città da coltivare è una città sana. Una città di cui prendersi cura con un Regolamento dei Beni Comuni.

2. Una città sicura

Essere e sentirsi sicuri è un diritto primario. La solitudine è la prima causa di insicurezza: la soluzione è la cura delle reti sociali. Attiveremo “presidi sociali” in ogni rione, che costituiscano punti di ascolto e mediazione di individuazione delle aree problematiche e degradate e di soluzioni concrete e condivise. Sicurezza di giorno e di notte, anche tramite servizi di trasporto dedicati.

3. Una città che lavora

Il Comune sarà protagonista nella creazione di nuovo lavoro attraverso un patto sociale di sviluppo. L’economia circolare, la riconversione ecologica, l’investimento su settori strategici (turismo, cultura, agricoltura, manifattura) creano lavoro; così come è necessario rigenerare in chiave innovativa e attrattiva ZIP, Fiera, Ospedale.

Il lavoro sano, pulito e sostenibile è la principale risorsa della città: si intende stabilizzare i lavoratori comunali oggi precari, per coinvolgerli attivamente anche nella riprogettazione dei servizi.

4. Una città che si muove 

Padova si è fermata, impantanata nella densità del traffico privato e nell’inefficienza del trasporto pubblico. La città va completamente ripensata, integrando parcheggi scambiatori, bici, autobus e treno, creando due nuove linee di tram con tecnologia nuova e non su binari. Deve essere possibile spostarsi velocemente, su mezzi pubblici (bus ogni 15 minuti), da rione a rione e deve essere possibile potersi anche spostare piano, senza incidenti, nei luoghi di vita dentro ai rioni, con zone 30km come in ogni città europea che ci piace.

5. Una città che si innova, che educa ed impara 

In tutte le età della vita, dal nido alle scuole, a centri culturali per la formazione degli adulti da realizzare utilizzando immobili dismessi, in un processo continuo e cooperativo. Per garantire il diritto allo studio e progetti educativi di qualità, serve una programmazione partecipata, attraverso un Laboratorio per il sistema formativo locale, che incroci ricerca educativa e pratiche didattiche.

6. Una città policentrica

Padova è viva nelle sue periferie. Le rimetteremo al centro. Le Case di Quartiere saranno luoghi di programmazione culturale dal basso e di relazioni di prossimità. Il piacere della scoperta e della formazione continua avranno centro nei CPIA territoriali. La gestione del rione tornerà prerogativa dei cittadini attraverso lo Sviluppo di Comunità.

7. Una città vicina

La città deve mettersi alla portata del controllo e della gestione dei cittadini. Oltre al nuovo ospedale ci interessa la medicina di prossimità e servizi di altissima qualità. Ripartiremo dai rioni: ognuno ha la sua identità, e deve trovare un suo centro. Promuoveremo, dagli orti urbani alle mense, cibo biologico ed a km 0 piuttosto che importazioni. Rilanceremo il commercio di prossimità bloccando ulteriori ancora nuovi centri commerciali. Promuoveremo l’accoglienza diffusa per finirla con quella massiva ed emergenziale, stile Prandina. La città vicina è una città che non lascia solo nessuno, ripensando ai servizi sociali.

8. Una città da abitare.

La città è abitare; la proposta è abitare assieme. Una nuova politica della casa, diritto di tutti, attraverso il recupero del patrimonio inutilizzato e degradato. E la costruzione di politiche di co-housing. Abitare è anche avere spazio libero, spazio di respiro. Ci son case per tutti: vanno distribuite. Non ne vanno costruite di nuove. Basta con il consumo di suolo; dobbiamo rigenerare la città per non lasciare vuoti e degrado.

9. Una città connessa

Padova è dispersa. Abbiamo perso la capacità di fare rete. Ricostruiremo la relazione fra istituzioni. Fra Comune ed Università, fra Comune e Sovrintendenza, fra Comune, Questura e Prefettura  per costruire piani strategici pluriennali congiunti. Tra Comune ed Associazioni renderemo la città realmente capace di accedere ai fondi europei.

10. Una città che vive

Vive della sua cultura, reimmaginata, fruibile, partecipativa, ed una volta tanto programmata. Vive della sua bellezza, ne è fiera, e sa promuoverla trasformando il turismo in un volano di sviluppo, valorizzando il patrimonio con un Isola dei Musei, un liston della cultura, un vero Parco delle Mura e delle Acque e lanciando Padova Città Dipinta. Vive del suo essere città universitaria, che da spazio e respiro ai giovani. Vive del suo essere città dello sport di base.

11. Insomma: una città che sa stare assieme

La nostra proposta, in tre parole, è un patto per la città. Un patto fra cittadini: fra quelli che si candidano ad amministrarla, e quelli che la abitano, ci lavorano, le danno senso; un patto di convivenza fra diversi, per rendere la differenza ricchezza e non conflitto; un patto sociale di lavoro e di sviluppo; un patto fra generazioni, dai bambini, con il Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi, agli studenti universitari, agli anziani.